Iera sera allo Stadio Do Dragão di Porto la Juve ha palesato tutti i suoi difetti:

1 – Bentancur non può e non deve giocare davanti alla difesa, non è il suo ruolo di campo, non si trova a suo agio, è una mezz’ala, un ottima mezz’ala che se impara a tirare diventa fortissimo.

2 – Kulusevski non è una seconda punta, o almeno non lo è ancora. Non può giocare partite importanti cercando di imparare il mestiere, alla Juve non c’è tempo, Pirlo doveva puntare su Morata. Alvaro sà attaccare la profondità e giocare meglio spalle alla porta, mentre il giovane ragazzo svedese non ha ancora migliorato queste caratteristiche che per una punta di livello sono imprescindibili, prima o seconda. Ora come ora, il suo ruolo è da giocatore di fascia.

3 – Moise Kean e Mario Mandžukić lasciati andare via. Errori clamorosi di mercato. Alla Juve manca una prima punta di peso, forte fisicamente che sappia fare a sportellate con i difensori e sappia fare sponda ai compagni. Nella fase di costruzione di gioco, la Juve è abituata a giocare troppo la palla dalla rimessa dal fondo e questo è un limite che gli avversari hanno capito bene pressando alto da subito. Se non c’è Arthur, unico giocatore che sà giocare spalle agli avversari e tenere il pallone incollato ai piedi, liberandosi dalle situazioni più insidiose, nessun altro può smistare il pallone come lui in rosa. Allora serve il lancio lungo che una volta era una buona opzione verso il centro sinistra dove si faceva trovare pronto di testa Marione Mandzukic. Oggi questa opzione di gioco dal fondo è poco praticabile per la mancanza di una punta con le sue caratteristiche. Grave errore di mercato.

4 – Come detto nella clip audio-video delle settimane precedenti, Pirlo non può attuare un calcio super offensivo con questa rosa se non sono in campo contemporaneamente Cuadrado, Arthur e Mckennie. Come detto da Mister Cagni, Pirlo forse sta mirando gli allenamenti troppo sul possesso palla e poco sulla compattezza dei reparti. L’esordiente allenatore bresciano deve imparare in fretta e ieri era una partita da giocare con pressing medio a centrocampo per non sbilanciare troppo la squadra in avanti, e attuare una strategia diversa dalla rimessa dal fondo. Quando mancano determinati giocatori devi essere pronto a snaturare le tue idee di calcio e essere più pragmatico. Se Andrea non impara questa lezione in fretta, che non significa andare contro il suo credo calcistico ma bensì di fare necessità virtù, la Juve andrà in contro a delle prestazioni come quelle viste con l’Inter in Campionato e con il Porto in Champions Leaugue. Mancavano in entrambi i casi sia Arthur che Cuadrado, ritengo siano i due giocatori chiave, imprescindibili per questa rosa.

5 – Chiesa gioca meglio sulla fascia di destra. Le migliori prestazioni di quest’anno sono scaturite da quella posizione di campo. Vedi Milan, vedi Porto.

6 – Pirlo ovviamente da neopatentato sta commettendo degli errori che la Dirigenza Juventina avrà sicuramente calcolato. E’ stato scelto da Andrea Agnelli, di certo gli verrà perdonata anche una possibile eliminazione con il Porto agli Ottavi ma ciò che conta di più come scritto al punto precedente è che il fu-regista impari velocemente dagli errori: Bentancur non può giocare davanti alla difesa, Chiesa gioca meglio sulla fascia di destra, Kulusevski non è ancora una seconda punta, senza determinati giocatori devi cambiare modalità di pressione ai portatori di palla avversaria e modulo di gioco.

E’ ancora presto per buttare il bambino con tutti i panni sporchi, sicuramente il ritorno a Torino con il Porto sarà un test importante per Andrea Pirlo. Capiremo se ha imparato le lezioni, oppure se s’incaponirà nel continuare ad utilizzare la stessa filosofia di gioco con le assenze di determinati giocatori chiave. Ad oggi pare evidente che le invenzioni del Pirlo giocatore non sono le stesse del Pirlo allenatore, con buona pace della Dirigenza Juventina che sperava di nascondere alcuni errori di mercato con le idee del giovane bresciano.

Andrea Leone 18/02/2021

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